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Il giovane Mattia Preti nella città di Caravaggio

Alla Galleria Corsini il Cavalier calabrese. Omaggio in 22 opere al pittore del Seicento. Un’idea di Sgarbi

Dal 28 ottobre 2015 al 18 gennaio 2016

roma.repubblica.it - Alla Galleria Corsini il Cavalier calabrese. Omaggio in 22 opere al pittore Ventidue capolavori in mostra per ripercorrere le tappe iniziali della carriera del "Cavaliere Calabrese". Si apre mercoledì 28 ottobre alla Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini l'esposizione "Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio", ideata da Vittorio Sgarbi e dal curatore, Giorgio Leone. Organizzata nell'ambito del programma di eventi promosso dal Comitato per il IV centenario della nascita dell'artista, presieduto da Sgarbi, e delle manifestazioni romane legate al Giubileo coordinate dal Mibact, la mostra vuole approfondire un particolare aspetto della vicenda artistica del pittore, fra i maggiori esponenti dell'arte italiana del Seicento: la sua formazione nella Roma papale dopo la morte di Caravaggio. Attraverso ventidue opere provenienti da prestigiose istituzioni europee e italiane, dal Musée des Beaux-Arts di Carcassonne agli Uffizi, dalla Galleria Nazionale di Cosenza alla Pinacoteca di Brera, e da alcune collezioni private italiane, londinesi e svizzere. Capolavori che permettono di ripercorrere le prime tappe della sua carriera, dall'arrivo a Roma fino al 1649, anno della commissione dello stendardo giubilare di San Martino al Cimino che prelude alla sua piena affermazione pubblica e alle grandi decorazioni dei primi anni Cinquanta del Seicento.

Fra le opere esposte, alcuni interessanti inediti e veri capolavori della produzione giovanile dell'artista, divisa tra committenze private e prime affermazioni pubbliche: dal Soldato del Museo Civico di Rende, al Sinite Parvulos e al Tributo della moneta di Brera, per la prima volta messi a confronto con il Tributo della Galleria Corsini, la Negazione di Pietro di Carcassonne, la Fuga da Troia di Palazzo Barberini, il Salomone sacrifica agli idoli e la Morte di Catone, ma anche il Miracolo di San Pantaleo, che fu probabilmente la sua prima committenza pubblica romana. Una sezione della mostra, inoltre, è dedicata al complesso rapporto con il fratello Gregorio, anche lui pittore, con cui Mattia Preti collaborò direttamente, come nel caso della Madonna della Purità della Chiesa Monumentale di San Domenico di Taverna.

Il percorso espositivo si incentra sul confronto con le opere presenti nell'allestimento storico della Galleria Corsini realizzate dai grandi maestri ai quali Mattia Preti si ispirò: dal San Giovannino di Caravaggio, al Trionfo d'Amore di Poussin, dall'Erodiade di Vouet alla Salomé di Guido Reni, dal Presepe e l'Ecce homo di Guercino fino al Miracolo di Sant'Antonio di Sacchi. I dipinti saranno, infatti, collocati in dialogo diretto con quelli della Galleria, creando un suggestivo percorso per cammei. La mostra - organizzata dai segretariati regionali del Mibact della Calabria e del Lazio, con il finanziamento della Regione Calabria - rimarrà aperta dal mercoledì al lunedì, fino al 18 gennaio.

(di Sara Grattoggi)

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